{"id":1084,"date":"2021-04-09T20:40:01","date_gmt":"2021-04-09T18:40:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.parrocchiasmbc.it\/SMBC\/?page_id=1084"},"modified":"2021-05-21T21:15:05","modified_gmt":"2021-05-21T19:15:05","slug":"meditazioni-per-il-tempo-pasquale","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasmbc.it\/SMBC\/meditazioni-per-il-tempo-pasquale\/","title":{"rendered":"Meditazioni sul tempo Pasquale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di seguito meditazioni sulle letture delle domeniche del tempo Pasquale<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-coblocks-accordion\">\n<div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item\"><details><summary class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__title\">II domenica di Pasqua 11\/14\/2021<\/summary><div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__content\">\n<h2 class=\"has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color wp-block-heading\">II DOMENICA DI PASQUA<\/h2>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Seconda Lettura<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cChiunque crede che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, \u00e8 nato da Dio; e chiunque ama colui che ha generato, ama anche chi \u00e8 stato da lui generato. Da questo sappiamo che amiamo i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. Perch\u00e9 questo \u00e8 l&#8217;amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi. Poich\u00e9 tutto quello che \u00e8 nato da Dio vince il mondo; e questa \u00e8 la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. Chi \u00e8 che vince il mondo, se non colui che crede che Ges\u00f9 \u00e8 il Figlio di Dio. Egli \u00e8 colui che \u00e8 venuto con acqua e sangue, cio\u00e8 Ges\u00f9 Cristo; non con acqua soltanto, ma con l&#8217;acqua e con il sangue. Ed \u00e8 lo Spirito che ne rende testimonianza, perch\u00e9 lo Spirito \u00e8 la verit\u00e0\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">(1Gv. 5, 1-6)<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color wp-block-heading\">TUTTO CIO\u2019 CHE \u00c8 NATO DA DIO VINCE IL MONDO<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa domenica, la seconda di Pasqua, \u00e8 detta anche \u201cin Albis\u201d perch\u00e9, usciti dal fonte battesimale, i neofiti ricevevano una veste bianca simbolo degli effetti del battesimo nelle loro anime: \u201ctutti voi che siete stati battezzati siete rivestiti di Ges\u00f9 Cristo\u201d. Essi conservavano questa tunica fino al sabato dopo la Pasqua che porta il nome di \u201csabato in cui si depongono le tuniche bianche\u201d, poich\u00e9, riuniti a S. Giovanni in Laterano, si toglieva loro la veste battesimale. In queste Domeniche del Tempo di Pasqua la prima e la seconda lettura sono tratte dal Nuovo Testamento (dagli Atti degli Apostoli e dalle Lettere degli Apostoli) e nel ciclo liturgico B nella seconda lettura del Tempo di Pasqua la Liturgia propone la Prima Lettera di Giovanni. L&#8217;autore della lettera non dichiara mai il proprio nome, ma la tradizione antica e i contenuti della lettera ci orientano verso Giovanni apostolo ed evangelista. Sono forti infatti le somiglianze con il IV vangelo. La lettera sarebbe stata scritta poco dopo il vangelo di Giovanni ed era destinata alle comunit\u00e0 dell&#8217;Asia Minore, in particolare a quella di Efeso. Nella lettera si parla soprattutto di Dio. Dio \u00e8 luce, \u00e8 giusto, \u00e8 amore; da queste caratteristiche derivano i dettami riguardanti la vita concreta: occorre evitare il peccato, vivere la retta fede, praticare il comandamento dell&#8217;amore. La nostra lettura comincia da un brano dell&#8217;ultimo capitolo, il gran finale, che indica in modo esplicito i temi fondamentali di tutta la lettera. Giovanni ci ricorda che chi ama veramente Dio ama anche i figli di Dio. L\u2019amore di Dio si realizza attraverso l\u2019amore del prossimo. Non ci pu\u00f2 essere vittoria sul male (cio\u00e8 sul mondo) ed amore di Dio senza il riconoscimento del suo figlio fatto uomo e senza l\u2019accettazione dei suoi comandamenti. Il cristiano, che \u00e8 nato da Dio, vince il mondo, e cio\u00e8 il male, per mezzo della fede in Ges\u00f9 vittorioso. Proprio per questa fede i comandamenti non sono pi\u00f9 cos\u00ec gravosi come lo erano sotto la legge ebraica, perch\u00e9 Ges\u00f9 ci ha fatto scoprire il vero volto di Dio, il suo amore, e ci ha dimostrato che l\u2019obbedienza alle sue leggi, oltre ad essere possibile, realizza la promessa della vita eterna. Non dobbiamo pregare Ges\u00f9 di starci vicino perch\u00e9 lui \u00e8 sempre al nostro fianco, dobbiamo invece pregarlo di aiutarci a non allontanarci noi da lui. La parola di Dio oggi ci interpella in riferimento alla nostra vita. Chi crede nel Risorto deve vivere nella speranza che fa saltare gli orizzonti di questo mondo. La fede in Cristo ci fa liberi dalle paure della morte, dall\u2019arrivismo, dalla lotta per la sopravvivenza perch\u00e9 ci fa vittoriosi sul mondo, ci fa pienamente ed autenticamente padroni del mondo e della storia. Essere veri credenti significa vivere da padroni della nostra vita sapendo che la libert\u00e0 che ci fa tali viene dal credere nel Cristo. Il criterio di autenticit\u00e0 dell\u2019amore per Dio \u00e8 accogliere la sua volont\u00e0 che si esprime concretamente nell\u2019impegno fraterno. Lo Spirito con la sua testimonianza manifesta al credente la verit\u00e0, cio\u00e8, nel vocabolario giovanneo, la portata salvifica degli eventi evocati. Dio ci ha amati per primo. L\u2019amore fraterno \u00e8 una risposta all\u2019iniziativa di Dio. Non \u00e8 l\u2019uomo che ha conquistato Dio con il suo amore; \u00e8 Dio che, per primo, conquist\u00f2 l\u2019uomo con il suo amore che gli mostr\u00f2 nel fatto storico di Cristo. C hi non ama il prossimo che vede, non pu\u00f2 amare Dio che non vede. Cristo un\u00ec infatti intimamente i due comandamenti: il secondo \u00e8 simile al primo. Chi confessa la fede in Cristo deve amare i fratelli proprio perch\u00e9, per mezzo della fede, si crea la grande famiglia dei figli di Dio. Gli effetti dell\u2019incarnazione sono, infatti, quelli di introdurci nella grande famiglia dei figli di Dio. I comandamenti non sono pesanti perch\u00e9 la legge dell\u2019amore li allevia. Ges\u00f9 Cristo \u00e8 venuto con acqua e sangue; l\u2019acqua simboleggia qui il battesimo, il rito che rende cristiani; il sangue fa pensare alla morte sacrificale di Cristo considerata non come un avvenimento passato ma attualizzata dai cristiani nell\u2019eucaristia.&nbsp; Lo Spirito continua a dare la sua testimonianza nella Chiesa dopo la dipartita di Ges\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Don Claudio Doglio<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color wp-block-heading\">Meditiamo:<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong><em>Mi sono mai sentito in famiglia con Dio Padre e il Figlio? In quali occasioni?<\/em><\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong><em>In cosa mi sembrano gravosi i comandamenti di Dio?<\/em><\/strong><\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong><em>In quali situazioni la mia fede ha vinto il mondo?<\/em><\/strong><\/li><\/ul>\n<\/div><\/details><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item\"><details><summary class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__title\">III domenica di Pasqua 18\/14\/021<\/summary><div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__content\">\n<h2 class=\"has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color wp-block-heading\">III Domenica di Pasqua<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cIn quel tempo, i due discepoli che erano ritornati da Emmaus, narravano agli Undici e a quelli che erano con loro, ci\u00f2 che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto Ges\u00f9 nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Ges\u00f9 in persona stette in mezzo a loro e disse: \u00abPace a voi!\u00bb. Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: \u00abPerch\u00e9 siete turbati, e perch\u00e9 sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho\u00bb. Dicendo questo, mostr\u00f2 loro le mani e i piedi. Ma poich\u00e9 per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: \u00abAvete qui qualche cosa da mangiare?\u00bb. Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangi\u00f2 davanti a loro. Poi disse: \u00abSono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mos\u00e8, nei Profeti e nei Salmi\u00bb. Allora apr\u00ec loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: \u00abCos\u00ec sta scritto: il Cristo patir\u00e0 e risorger\u00e0 dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\">Lc. 24, 35-48<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color wp-block-heading\">Le strade per incontrare il Risorto.<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono giorni difficili per i discepoli. Giorni impastati di paura, dubbio e il Risorto si fa nuovamente presente in mezzo a loro. E come reagiscono? Ancora una volta sono sconvolti e pieni di paura. Per loro \u00e8 un fantasma (la traduzione non \u00e8 &#8220;fantasma&#8221;, ma &#8220;spirito&#8221;). Quanto li sentiamo vicini questi discepoli impauriti! Quanta fatica facciamo anche noi a riconoscere il Risorto presente nella nostra vita! Eppure Dio non si stanca e continua a venire, apposta per noi. Davanti all&#8217;incredulit\u00e0, Ges\u00f9 insiste: &#8220;Sono proprio io!&#8221; (letteralmente dice &#8220;Io sono&#8221;, il nome di Dio). A dire che la morte non ha interrotto la sua esistenza, ma fa manifestare nella pienezza la sua condizione divina. Ges\u00f9 dice: &#8220;Toccatemi, guardate le mie mani, i miei piedi&#8221;. Avrebbe potuto operare un miracolo strabiliante, invece no! Non smette di stupirci. Il Risorto, invita a toccare e guardare i segni della passione. Quello \u00e8 il tratto distintivo della sua presenza. \u00c8 proprio il legame della Croce con la Resurrezione che ci dice lo specifico dell&#8217;annuncio della Pasqua. La &#8220;buona notizia&#8221; non \u00e8 solo che un morto \u00e8 ritornato in vita, ma che il Figlio di Dio che ha donato la vita per amore sulla Croce, ha sconfitto la morte e che il suo amore ha fatto esplodere di vita il sepolcro! E per farne esperienza abbiamo bisogno di toccare con le mani e vedere con il cuore. Non basta che gli altri mi raccontino. Sapete perch\u00e9 molta gente dubita? Perch\u00e9 non ne ha fatto esperienza, perch\u00e9 non l&#8217;ha incontrato, non l&#8217;ha toccato, non si \u00e8 lasciata coinvolgere. La fede \u00e8 un incontro, altrimenti rimane un&#8217;ipotesi, un dubbio. Ma come in un&#8217;esperienza di amore, la fede \u00e8 un cammino, che va avanti per gradi. Noi siamo figli del &#8220;tutto e subito&#8221; ma tutto \u00e8 graduale nello spirito perch\u00e9 tutto \u00e8 graduale nell&#8217;amore. La perseveranza, la gradualit\u00e0 in amore dice quanto vogliamo una cosa (quanto cio\u00e8 siamo motivati) e ci permette di gustare giorno per giorno ogni passaggio, ogni situazione. Per un&#8217;intera vita cerchiamo certezze, e quando il Signore ce ne d\u00e0 una noi reagiamo con la paura. Siamo cos\u00ec abituati alle cose negative che quando ci succedono quelle positive ci domandiamo immediatamente quanto poco durer\u00e0. Quando siamo troppo felici possiamo pensare che tutto sia &#8220;troppo bello per essere vero&#8221; e che prima o poi verr\u00e0 fuori una fregatura nascosta. \u00c8 triste ma vero. Quando godiamo una vita felice e ci capita qualcosa di spiacevole la prima reazione \u00e8: &#8220;dovevo aspettarmelo, non poteva andarmi tutto bene!&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non siamo abituati alla Pasqua. Siamo allenati al venerd\u00ec Santo, ci sentiamo pi\u00f9 a nostro agio davanti al Crocifisso che davanti al sepolcro vuoto. Siamo pi\u00f9 in sintonia con la Sua sofferenza che con la Sua vittoria. Eppure siamo cristiani in virt\u00f9 proprio di questa vittoria. Amici, dobbiamo lasciarci convertire da questa vittoria!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Luca descrive tre strade per arrivare ad incontrare il Risorto:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-La prima \u00e8 l&#8217;incontro con le proprie ferite. Ges\u00f9 per farsi credere chiede di guardare dentro le sue ferite. Dovremmo for trovare il coraggio anche noi di fare la stessa cosa. Guardare nelle nostre debolezze ci far\u00e0 scoprire la potenza nascosta e imprevedibile della Pasqua. Dio agisce proprio nella nostra debolezza. Noi facciamo difficolt\u00e0 ad incontrare il Risorto nella nostra vita perch\u00e9 pensiamo che se ci fosse noi non saremmo cos\u00ec deboli, feriti. Se guardassimo al fondo delle nostre debolezze e delle nostre ferite ci accorgeremmo che Dio \u00e8 proprio l\u00ec, e l\u00ec vorrebbe essere riconosciuto e accolto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-La seconda strada \u00e8 l&#8217;amicizia. Ges\u00f9 mangia con gli apostoli. Ges\u00f9 amava stare a tavola, perch\u00e9 a tavola si creano legami di amicizia, di confidenza, di intimit\u00e0 fra le persone. Sentiamo vivo il Risorto quando riusciamo ad aprirci e ad aprire il nostro cuore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-La terza strada \u00e8 la comprensione delle Scritture. Abbiamo bisogno di comprendere la nostra storia, di comprendere il filo rosso che lega i nostri giorni, perch\u00e9 allora troviamo un significato e quando si ha un senso per vivere possiamo affrontare qualunque situazione. Ma Ges\u00f9 apr\u00ec loro la mente per comprendere le Scritture (la Legge, i Profeti e i Salmi). Noi abbiamo bisogno di comprendere il vangelo e la Bibbia. C&#8217;\u00e8 molta ignoranza a riguardo. S. Girolamo diceva: &#8220;L&#8217;ignoranza delle Scritture \u00e8 ignoranza di Cristo&#8221;. Fino al concilio vaticano II non si poteva neppure leggerle!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi c&#8217;\u00e8 ancora chi crede all&#8217;esistenza storica di Adamo ed Eva, di Caino e di Abele o dei patriarchi cos\u00ec com&#8217;\u00e8 scritto nella Bibbia. C&#8217;\u00e8 chi crede che il vangelo sia la telecronaca di quanto Ges\u00f9 ha detto e fatto, come se ci fosse stato un giornalista che ne abbia riportato puntualmente ci\u00f2 che avveniva. Abbiamo bisogno di comprendere, di capire, di andare in cerca della verit\u00e0. Ma perch\u00e9 questo venga capito, scrive Luca, occorre aprire la mente. Una mente chiusa non pu\u00f2 comprendere questa novit\u00e0. Cosa vuol dire questo? La scrittura va interpretata con lo stesso spirito che l&#8217;ha ispirata. E qual \u00e8 lo spirito? L&#8217;amore di Dio per le sue creature. Non dobbiamo temere di scandalizzare qualcuno perch\u00e9 dove c&#8217;\u00e8 buio, ignoranza, l\u00ec non si pu\u00f2 costruire nulla. Per annunciare il Risorto, abbiamo bisogno che la Parola illumini la nostra intelligenza. Abbiamo il dovere di leggere la Bibbia, approfondirla, pregarla. Altrimenti cosa annunciamo? Tornare al vangelo \u00e8 fare esperienza del Risorto, perch\u00e9 il Ges\u00f9 dei vangeli ti riscalda il cuore, ti infiamma l&#8217;anima, ti appassiona perch\u00e9 il vangelo non \u00e8 un libro da leggere ma una persona da incontrare e da far entrare dentro di te. Ma poi c&#8217;\u00e8 la missione. Il Risorto, aprendo le menti dei discepoli all&#8217;intelligenza delle scritture dice: &#8220;Il Cristo patir\u00e0 e risorger\u00e0 dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati&#8221;. Bellissimo: l&#8217;annuncio, per un cristiano, non \u00e8 un dettaglio! La nostra non \u00e8 una fede intimistica come altre religioni orientali. La missione \u00e8 parte integrante della salvezza. Il Risorto invita anche noi ad annunciare che Lui \u00e8 vivo e che siamo discepoli di un Dio innamorato e non sudditi di un Dio castigatore. Siamo chiamati ad essere trasparenza di Dio. In ufficio, a scuola, per strada, al mercato, abbiamo questa &#8220;bella notizia&#8221; da condividere. Questo non \u00e8 un optional della fede, ma una delle sue caratteristiche fondamentali. Come possiamo, come siamo capaci, non lasciamoci sfuggire nessuna occasione, a volte basta solo un sorriso perch\u00e9 l&#8217;altro possa incontrare Dio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La bella notizia di questa domenica? In ci\u00f2 che sembra un fallimento, una ferita, possiamo trovare i segni pi\u00f9 convincenti della verit\u00e0 della Pasqua. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Paolo de Martino<\/p>\n<\/div><\/details><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item\"><details><summary class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__title\">IV domenica di Pasqua 25\/04\/2021<\/summary><div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__content\">\n<h2 class=\"has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color wp-block-heading\">IV DOMENICA DI PASQUA<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vangelo&nbsp;Gv.10, 11-18<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel tempo, Ges\u00f9 disse: \u00abIo sono il buon pastore. Il buon pastore d\u00e0 la propria vita per le pecore. Il mercenario \u2013 che non \u00e8 pastore e al quale le pecore non appartengono \u2013 vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perch\u00e9 \u00e8 un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, cos\u00ec come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perch\u00e9 io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo \u00e8 il comando che ho ricevuto dal Padre mio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color wp-block-heading\">Ges\u00f9 il pastore buono che d\u00e0 la vita, che contagia d\u2019amore<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>di padre Ermes Ronchi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pastore buono: \u00e8 il titolo pi\u00f9 disarmato e disarmante che Ges\u00f9 abbia dato a se stesso. Eppure questa immagine non ha in s\u00e9 nulla di debole o remissivo: \u00e8 il pastore forte che si erge contro i lupi, che ha il coraggio di non fuggire; il pastore bello nel suo impeto generoso; il pastore vero che si frappone fra ci\u00f2 che d\u00e0 la vita e ci\u00f2 che procura morte al suo gregge. Il pastore buono che nella visione del profeta \u00abporta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri\u00bb (Isaia 40,11), evoca anche una dimensione tenera e materna che, unita alla fortezza, compone quella che papa Francesco chiama con un magnifico ossimoro, una \u00abcombattiva tenerezza\u00bb (Evangelii gaudium 88).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che cosa ha rivelato Ges\u00f9 ai suoi? Non una dottrina, ma il racconto della tenerezza ostinata e mai arresa di Dio. Nel fazzoletto di terra che abitiamo, anche noi siamo chiamati a diventare il racconto della tenerezza di Dio. Della sua combattiva tenerezza. Qual \u00e8 il comportamento, il gesto che caratterizza questo pastore secondo il cuore di Dio? Il Vangelo di oggi lo sottolinea per cinque volte, racchiudendolo in queste parole: il pastore d\u00e0 la vita. Qui affiora il filo d&#8217;oro che lega insieme tutta intera l&#8217;opera ininterrotta di Dio nei confronti di ogni creatura: il suo lavoro \u00e8 da sempre e per sempre trasmettere vita, \u00abfar vivere e santificare l&#8217;universo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dare la vita non \u00e8, innanzitutto o solamente, morire sulla croce, perch\u00e9 se il Pastore muore le pecore sono abbandonate e il lupo rapisce, uccide, vince.<br>Dare la vita \u00e8 l&#8217;opera generativa di Dio, un Dio inteso al modo delle madri, uno che nel suo intimo non \u00e8 autoreferenzialit\u00e0, ma generazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un Dio compreso nel senso della vite che d\u00e0 linfa ai tralci; del seno di donna che offre vita al piccolo; dell&#8217;acqua che d\u00e0 vita alla steppa arida. Io offro la mia vita significa: vi offro una energia di nascita dall&#8217;alto; offro germi di divinit\u00e0, per farvi simili a me (noi saremo simili a Lui, 1 Gv.3,2 nella II Lettura).<br>Solo con un supplemento di vita, la sua, potremo battere coloro che amano la morte, i tanti lupi di oggi. Perch\u00e9 anche noi, discepoli che vogliono, come lui, sperare ed edificare, dare vita e liberare, siamo chiamati ad assumere il ruolo di &#8220;pastore buono&#8221;, cio\u00e8 forte e bello, combattivo e tenero, del gregge che ci \u00e8 consegnato: la famiglia, gli amici, quanti contano su di noi e di noi si fidano.<br>&#8220;Dare vita&#8221; significa contagiare di amore, libert\u00e0 e coraggio chi avvicini, di vitalit\u00e0 ed energia chi incontri. Significa trasmettere le cose che ti fanno vivere, che fanno lieta, generosa e forte la tua vita, bella la tua fede, contagiosi i motivi della tua gioia.<\/p>\n<\/div><\/details><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item\"><details><summary class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__title\">V domenica di Pasqua 2\/05\/2021<\/summary><div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__content\">\n<h2 class=\"has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color wp-block-heading\">V Domenica di Pasqua<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I Lettura (At 9,26-31)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quei giorni, Saulo, venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi ai discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo che fosse un discepolo.<br>Allora B\u00e0rnaba lo prese con s\u00e9, lo condusse dagli apostoli e raccont\u00f2 loro come, durante il viaggio, aveva visto il Signore che gli aveva parlato e come in Damasco aveva predicato con coraggio nel nome di Ges\u00f9. Cos\u00ec egli pot\u00e9 stare con loro e andava e veniva in Gerusalemme, predicando apertamente nel nome del Signore. Parlava e discuteva con quelli di lingua greca, ma questi tentavano di ucciderlo. Quando vennero a saperlo, i fratelli lo condussero a Cesar\u00e8a e lo fecero partire per Tarso.<br>La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samar\u00eca: si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>II Lettura (1Gv 3,18-24)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Figlioli, non amiamo a parole n\u00e9 con la lingua, ma con i fatti e nella verit\u00e0.<br>In questo conosceremo che siamo dalla verit\u00e0 e davanti a lui rassicureremo il nostro cuore, qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio \u00e8 pi\u00f9 grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.<br>Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio, e qualunque cosa chiediamo, la riceviamo da lui, perch\u00e9 osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che gli \u00e8 gradito.<br>Questo \u00e8 il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Ges\u00f9 Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il precetto che ci ha dato. Chi osserva i suoi comandamenti rimane in Dio e Dio in lui. In questo conosciamo che egli rimane in noi: dallo Spirito che ci ha dato.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Vangelo (Gv.15,1-8)<\/h4>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: &#8220;Io sono la vite vera e il Padre mio \u00e8 l\u2019agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perch\u00e9 porti pi\u00f9 frutto. Voi siete gi\u00e0 puri, a causa della parola che vi ho annunciato.<br>Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non pu\u00f2 portare frutto da s\u00e9 stesso se non rimane nella vite, cos\u00ec neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perch\u00e9 senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.<br>Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sar\u00e0 fatto. In questo \u00e8 glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli&#8221;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong>Meditazione di Padre Paolo Berti<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201c<em>La Chiesa era dunque in pace per tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria<\/em>\u201d, ci dicono gli Atti degli Apostoli. La persecuzione che Paolo aveva lanciato contro i cristiani era finita; e lui &#8211; il persecutore &#8211; era passato a Cristo e per di pi\u00f9 aveva sostenuto a sua volta la persecuzione, prima dai Giudei di Damasco e poi dagli Ebrei di lingua greca a Gerusalemme. Perseguitato sia come cristiano, sia come traditore della religione giudaica. In tale situazione la Chiesa: \u201c<em>Si consolidava e camminava nel timore del Signore e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero<\/em>\u201d. Non c&#8217;era spensieratezza, baldoria, euforia, ma la Chiesa \u201c<em>cresceva e camminava nel timore del Signore<\/em>\u201d. Cio\u00e8 viveva il Vangelo, era nella carit\u00e0, che \u00e8 Cristo. Un quadro che Luca, l&#8217;autore degli Atti, ci tiene a presentare come risultato delle prove sostenute. Le comunit\u00e0 cristiane ferventi possiedono sempre la pace del cuore, ma spesso sono sottoposte ad urti, ad ostacoli, che tendono a fiaccarle, a scompaginarle. Ma di fronte all&#8217;inverno delle prove mantengono sempre un tratto primaverile. \u201c<em>Cresceva e camminava<\/em>\u201d; cio\u00e8 si sviluppava come numero, come forza di compattezza, e camminava, cio\u00e8 non si adagiava sull&#8217;esistente, ma seguiva il Signore, lo serviva, animata dalla fiamma apostolica dello Spirito Santo. Luca, ancora, presenter\u00e0 questo tratto primaverile della Chiesa anche durante una persecuzione (At 12,24): \u201c<em>Intanto la parola di Dio cresceva e si diffondeva<\/em>\u201d. La comunit\u00e0 cresce mentre cresce la sua comprensione della Parola di Dio, e questa crescita della comprensione si attua non nella staticit\u00e0, ma nel dinamismo della diffusione della Parola. La Parola di Dio pu\u00f2 essere compresa se la si fa diventare concretamente vita, proprio perch\u00e9 essa \u00e8 Parola di vita, che non pu\u00f2 essere compresa l\u00e0 dove c&#8217;\u00e8 morte. Il che vuol dire che uno studio della Parola, che si limitasse all&#8217;indagine scientifica, cio\u00e8 allo studio della lingua, dell&#8217;etimologia, dei contesti ambientali nei quali venne pronunciata, dei generi letterari &#8211; che vanno presentati onestamente e non per scalzare la Parola, ma, appunto, per vederne meglio la verit\u00e0 trasmessa -, produrrebbe solo nebbie e gelo. Luca ci dice che la Parola cresceva; cio\u00e8 cresceva la sua comprensione e quindi la capacit\u00e0 di diffusione presso le comunit\u00e0 e i singoli.<br>Crescere, camminare, diffondere, sono tre realt\u00e0 vissute dai singoli e dalle varie comunit\u00e0 dell&#8217;unica Chiesa in virt\u00f9 della loro adesione a Cristo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-coblocks-accordion\">\n<div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item\"><details><summary class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__title has-text-color has-vivid-red-color\">Continua a Leggere&#8230;<\/summary><div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__content\">\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"line-height:1.3;font-size:14px\">Ges\u00f9 ci presenta l&#8217;immagine della vite e dei tralci; un&#8217;immagine che egli ci spiega: lui \u00e8 la vera vite, noi i tralci che devono portare frutto. Ges\u00f9 si definisce la vera vite, quella che d\u00e0 frutti di bont\u00e0, ma che ha bisogno che i tralci, che siamo noi, siano ben uniti ad essa per ricevere linfa. E non basta, bisogna pure che i tralci accettino le potature dell&#8217;agricoltore celeste. Nessuna paura, le potature del Padre celeste sono tutte ben fatte. Egli \u00e8 un agricoltore perfetto. Sono potature non per mutilare, ma per far s\u00ec che il tralcio non disperda la forza che gli viene dal tronco producendo solo legno; affinch\u00e9, ben potato, giunga a produrre abbondante frutto. \u00c8 noto a tutti, infatti, che se i tralci non vengono potati l&#8217;uva prodotta ha grappoli e acini piccoli. Bisogna dunque che l&#8217;agricoltore poti. Ma, dicevo, niente paure le potature del Padre sono sapienti; dobbiamo perci\u00f2 accettarle. Cosa pota l&#8217;agricoltore celeste? Pota la ricerca di utili terreni; pota l&#8217;attaccamento alle comodit\u00e0; pota la voglia di comparire; pota l&#8217;attaccamento al senso. Come fa? Innanzitutto, ci aiuta con la sua grazia a vincere le nostre inclinazioni verso gli utili terreni e il senso. Poi ricorre a situazioni esterne. Ad esempio, uno che si inorgoglisce non riconoscendo i benefici ricevuti da Dio, si trova di fronte ad un bel fiasco economico, perch\u00e9 Dio non l&#8217;assiste pi\u00f9 nel suo lavoro, cos\u00ec che \u00e8 invitato a rientrare in s\u00e9 stesso. Un altro, che fa l&#8217;intelligentone, il \u201cso tutto io\u201d, si trova di fronte ad uno culturalmente inferiore a lui, ma che aiutato da Dio, poich\u00e9 umile, gli fa fronte e magari lo vince. Dio provoca dunque queste situazioni; pota positivamente. Ma sui tralci si abbattono anche tentativi di tagli, di stroncature; sono quelli del mondo, sono quelli che il Padre permette, si noti permette. Anche questi tagli, non fatti sapientemente come quelli del Padre, che portano l&#8217;anima all&#8217;umilt\u00e0, alla mansuetudine, ma fatti con rabbia, fatti per ferire, per svellere, per dissennare, non fanno che favorire frutti abbondanti nei tralci che rimangono uniti alla vite. Tralci che formano una sola cosa con la Vite. La Vite li tiene uniti a s\u00e9, li rende parte di s\u00e9, comunica la linfa che ha in s\u00e9; l&#8217;unica realt\u00e0 che li pu\u00f2 separare dalla Vite \u00e8 un loro disgraziatissimo no, che li rende rami secchi, destinati al fuoco eterno.<br>Ges\u00f9 \u00e8 la vera vite. La vera, perch\u00e9 gli uomini tendono a diventare tralci di viti che avvelenano, tralci di uomini che trasmettono morte. Quanti in Israele avevano eletto per propria vite un Rabbi e non crescevano, non producevano che frutti striminziti, acerbi, immangiabili, che allegavano i denti (Ez.18,2), quando non erano addirittura velenosi.<br>Ges\u00f9 \u00e8 la vera vite; come Ges\u00f9 \u00e8 la vera luce (Gv.1,9), il vero pane (Gv.6,32), la vera ricchezza (Lc 16,11). La Chiesa vive di Ges\u00f9 e da Lui riceve la linfa dello Spirito Santo. Cos\u00ec lo Spirito del Capo \u00e8 anche, per donazione, lo Spirito del Corpo. Gli Atti ci presentano il dolce conforto dello Spirito Santo: \u201c<em>La Chiesa era dunque in pace, con il conforto dello Spirito Santo<\/em>\u201d. Conforto perch\u00e9 lo Spirito Santo tiene la Chiesa unita a Ges\u00f9; la illumina con la conoscenza di Ges\u00f9 (Gv.16,13); la fortifica nel seguire Ges\u00f9, nel servire Ges\u00f9. Il risultato \u00e8 l&#8217;intima unione con Ges\u00f9, l&#8217;intima conoscenza di lui: questa \u00e8 la consolazione data dallo Spirito Santo, la conoscenza che la Sposa ha dello Sposo, la conoscenza che ha la discepola del Maestro, la conoscenza che l&#8217;Amica ha dell&#8217;Amico (Ct.5,2).<br>Giovanni, il teologo dell&#8217;amore, dell&#8217;unione tra Cristo e la Chiesa, sigilla con le sue parole il nostro cuore a Cristo. Ci d\u00e0 i termini coi quali riconosciamo di essere in Cristo. Giovanni ha davanti a s\u00e9 tanti che si dicono di Cristo, che dicono di conoscerlo, ma non lo conoscono, non sono suoi. Sono gli anticristi, e pi\u00f9 in generale sono coloro che hanno una parvenza di carit\u00e0, ma \u00e8 solo calore umano a cui manca la forza soprannaturale della carit\u00e0 riversata nel cuore dei credenti dallo Spirito Santo (Rm.5,5). Essi non credono in Cristo se non in modo astratto, per ragionamento, e non per intima unione di fede viva. Giovanni ci dice che dobbiamo amare non a parole, non con l&#8217;abilit\u00e0 linguistica, ma \u201c<em>con i fatti e nella verit\u00e0<\/em>\u201d. Credere in Dio nel nome di Ges\u00f9 Cristo, \u00e8 amare, perch\u00e9 Ges\u00f9 \u00e8 il testimone perfetto dell&#8217;Amore. Credere nel nome, cio\u00e8 nell&#8217;identit\u00e0, nell&#8217;essere, di Ges\u00f9, \u00e8 amare; ed \u00e8 amare anche i fratelli: \u201c<em>Questo \u00e8 il suo comandamento: che crediamo nel nome del Figlio suo Ges\u00f9 Cristo e ci amiamo gli uni gli altri<\/em>\u201d. L&#8217;amore reciproco \u00e8 il sigillo dell&#8217;unit\u00e0 dei fratelli in Cristo, dei figli di Dio. In una comunit\u00e0 la regola \u00e8 l&#8217;amore reciproco. Ma, attenzione, l&#8217;amore non si blocca in assenza della reciprocit\u00e0, esso continua anche quando non si \u00e8 amati, non si \u00e8 compresi. \u00c8 qui che l&#8217;amore raggiunge le sue vette e diventa fecondo di rinnovati innalzamenti di fervore. L&#8217;amore non si ferma mai. Mai anche di fronte all&#8217;ingiustizia, anche quando si deve ricorrere alla tutela dei propri diritti presso le autorit\u00e0 competenti. Mai, anche quando le autorit\u00e0 addette all&#8217;esercizio della giustizia ti fanno ingiustizia. Anche allora la carit\u00e0 non si ferma, ma cresce, cammina in una sempre maggiore perfezione.<br>Giovanni ci invita ad ascoltare il nostro cuore, che \u00e8 puro se crede in Cristo vitalmente. Se il cuore non ci rimprovera nulla, allora questo \u00e8 segno che abbiamo fiducia in Dio. Infatti, se ci dichiarassimo autosufficienti saremmo dei superbi e non avremmo allora fiducia in Dio. Il cuore urla di fronte alla superbia, perch\u00e9 la superbia lo avvelena facendolo morire sempre di pi\u00f9 ad ogni voce d&#8217;amore. La fiducia in Dio \u00e8 garanzia di essere esauditi nella preghiera, ma la fiducia in Dio senza l&#8217;obbedienza ai suoi comandamenti e alle ispirazioni che ci invia, \u00e8 semplicemente un vuoto d&#8217;amore, perch\u00e9 l&#8217;obbedienza \u00e8 la vittoria sulla superbia, sulla pretesa di essere autosufficienti sia nell&#8217;intelletto sia nella volont\u00e0. E l&#8217;autosufficienza scarta il disegno di Dio, l&#8217;obbedienza ai comandamenti di Dio, alle ispirazioni di Dio, obbedendo alle proprie prospettive fino alla testardaggine. Solo accogliendo il disegno di Dio, che \u00e8 Cristo, l&#8217;uomo si salva, e si salva perch\u00e9 ama in Cristo. Ave Maria, sigillo dei cuori che vogliono vivere sigillati in Cristo, per essere veri adoratori del Padre, e viva carit\u00e0 verso tutti. Amen. Vieni, Signore Ges\u00f9.<\/p>\n<\/div><\/details><\/div>\n<\/div>\n<\/div><\/details><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item\"><details><summary class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__title\">VI domenica di Pasqua 9\/05\/2021<\/summary><div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__content\">\n<h2 class=\"has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color wp-block-heading\">VI Domenica di Pasqua<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I Lettura (At 10,25-27.34-34.44-48)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avvenne che, mentre Pietro stava per entrare [nella casa di Cornelio], questi gli and\u00f2 incontro e si gett\u00f2 ai suoi piedi per rendergli omaggio. Ma Pietro lo rialz\u00f2, dicendo: \u00ab\u00c0lzati: anche io sono un uomo!\u00bb.<br>Poi prese la parola e disse: \u00abIn verit\u00e0 sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga\u00bb.<br>Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio.<br>Allora Pietro disse: \u00abChi pu\u00f2 impedire che siano battezzati nell\u2019acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?\u00bb. E ordin\u00f2 che fossero battezzati nel nome di Ges\u00f9 Cristo. Quindi lo pregarono di fermarsi alcuni giorni.<br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>Salmo (97)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>Rit.&nbsp;<em>Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia<\/em><br><\/strong><br>Cantate al Signore un canto nuovo,<br>perch\u00e9 ha compiuto meraviglie.<br>Gli ha dato vittoria la sua destra<br>e il suo braccio santo.<br><br>Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,<br>agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.<br>Egli si \u00e8 ricordato del suo amore,<br>della sua fedelt\u00e0 alla casa d\u2019Israele.<br><br>Tutti i confini della terra hanno veduto<br>la vittoria del nostro Dio.<br>Acclami il Signore tutta la terra,<br>gridate, esultate, cantate inni!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\"><strong>II Lettura (1Gv 4,7-10)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perch\u00e9 l\u2019amore \u00e8 da Dio: chiunque ama \u00e8 stato generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perch\u00e9 Dio \u00e8 amore.<br>In questo si \u00e8 manifestato l\u2019amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perch\u00e9 noi avessimo la vita per mezzo di lui.<br>In questo sta l\u2019amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma \u00e8 lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color wp-block-paragraph\"><strong>Vangelo (Gv.14,23)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel tempo, Ges\u00f9 disse ai suoi discepoli: \u00abCome il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perch\u00e9 la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.<br>Questo \u00e8 il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore pi\u00f9 grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ci\u00f2 che io vi comando. Non vi chiamo pi\u00f9 servi, perch\u00e9 il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che ho udito dal Padre mio l\u2019ho fatto conoscere a voi.<br>Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perch\u00e9 andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perch\u00e9 tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri\u00bb<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong>Meditazione di Mons. Pizzaballa<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Continua oggi la lettura del capitolo XV del Vangelo di Giovanni, che abbiamo iniziato domenica scorsa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ges\u00f9 descrive la relazione che intercorre tra Lui e i discepoli come una relazione di amore: il termine amore, in questi pochi versetti, ricorre nove volte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto al termine amore ne troviamo un altro, ugualmente importante, che Ges\u00f9 applica ai suoi, ed \u00e8 il termine \u201camici\u201d: per dire chi sono i discepoli per Ges\u00f9, come Lui li \u201csente\u201d, Lui usa questo termine: li chiama \u201camici\u201d (Gv.15,15).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa significa per Ges\u00f9 amare, cosa significa essere amici?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Innanzitutto per Ges\u00f9 amare significa&nbsp;<em>rimanere<\/em>&nbsp;gli uni negli altri. Amarsi non \u00e8 un incontrarsi saltuariamente, non \u00e8 neppure essere presenti gli uni gli altri rimanendo esterni, estranei, ognuno con la propria vita. Amarsi per Ges\u00f9 ha questa intensit\u00e0, questo spessore, per cui l\u2019altro ti entra dentro e fa parte di te: non sempre la relazione \u00e8 facile, e spesso ci si scontra, non ci si capisce, ci si delude. Ma l\u2019altro rimane parte della tua vita, per cui non ne puoi pi\u00f9 fare a meno, non lo puoi pi\u00f9 abbandonare. Ed \u00e8 reciproco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 la relazione tra Ges\u00f9 e il Padre, il loro essere una cosa sola, il loro avere tutto in comune: per questo Ges\u00f9 pu\u00f2 dire di amare il Padre e di osservare i suoi comandamenti (Gv.15,10).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questo \u00e8 anche ci\u00f2 che Ges\u00f9 ha vissuto con noi, ci ha amati cos\u00ec, non potendo fare a meno di noi, perch\u00e9 gli siamo entrati dentro e non vive pi\u00f9 senza di noi. Ges\u00f9 chiede ai suoi di rimanere in questo amore, cio\u00e8 innanzitutto di lasciarci amare cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per noi l\u2019esperienza del&nbsp;<em>rimanere<\/em>&nbsp;risulta alquanto problematica: nella nostra fragilit\u00e0 umana, ci\u00f2 di cui facciamo esperienza pi\u00f9 spesso \u00e8 il perderci, il dimenticarci chi siamo, dove andiamo, con chi. Spesso siamo i primi a fuggire dalla vita, da noi stessi, dagli altri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La storia della salvezza, cos\u00ec come la nostra storia personale, racconta tanti di questi episodi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma il rimanere di cui parla Ges\u00f9 oggi non esclude tutto questo, anzi: non \u00e8 un caso che i discorsi di addio, di cui questo capitolo fa parte, sono messi dall\u2019evangelista Giovanni prima della Passione di Ges\u00f9, momento in cui quasi nessuno dei discepoli&nbsp;<em>rimarr\u00e0<\/em>, ma ciascuno si perder\u00e0. Per Ges\u00f9 amare significa offrire all\u2019altro una dimora cos\u00ec sicura, cos\u00ec aperta e accogliente, per cui l\u2019altro pu\u00f2 sempre ritornare e sentirsi a casa, come se non fosse mai andato via.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Rimanere<\/em>&nbsp;non appartiene alla sfera delle capacit\u00e0 umane, ma all\u2019orizzonte della misericordia di Dio, che ci ha talmente fatti suoi, ci ha talmente chiamati amici da offrirci un luogo dove rimanere anche nelle nostre fughe, mancanze, inadempienze, peccati: per quanto andiamo lontani, non usciamo mai da questo abbraccio, da questa dimora.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta, allora, di rimanere innanzitutto l\u00ec dove riconosciamo la nostra colpa e non tentiamo maldestramente di esserne indenni: non sar\u00e0 il nostro peccato ad impedirci di rimanere, ma la nostra presunzione di non essere peccatori. Rimanere significa abitare nella misericordia del Signore, l\u00ec dove la grazia basta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto questo \u00e8 la vera, grande gioia possibile per l\u2019uomo: \u201cVi ho detto queste cose perch\u00e9 la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena\u201d (Gv.15,11).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci pu\u00f2 essere la tentazione di pensare che un amore cos\u00ec, che chiede un\u2019accoglienza totale e un dono di s\u00e9 fino alla fine, sia un ostacolo alla vera gioia; e nel nostro immaginario moderno, il termine&nbsp;<em>rimanere<\/em>&nbsp;ha pi\u00f9 una sfumatura di costrizione, che di libert\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Ges\u00f9 non \u00e8 cos\u00ec: Lui per primo conosce una \u201csua gioia\u201d (Gv.15,11) che \u00e8 quella di aver osservato i comandamenti del Padre Suo, cio\u00e8 di essere rimasto unito a Lui in un\u2019unica volont\u00e0, un\u2019unica vita. L\u00ec ha ricevuto tutto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E vuole che questo suo stile di gioia sia anche dei suoi discepoli, l\u00ec dove loro imparano ad amarsi gli uni gli altri, ad essere gli uni per gli altri quella dimora buona capace di accogliersi nelle proprie diversit\u00e0 e fatiche, capaci di perdonarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Capaci di vivere quel rimanere gli uni negli altri che dice una relazione pi\u00f9 forte di quella dei legami del sangue, una relazione per cui l\u2019altro mi appartiene e, quindi, mi interessa e non posso non averne cura, fino a dare la mia vita per gli altri: questo significa essere amici (Gv.15,13) nello stile del Signore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left wp-block-paragraph\"><br><\/p>\n<\/div><\/details><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item\"><details><summary class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__title\">Ascensione 16\/05\/2021<\/summary><div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__content\">\n<h2 class=\"has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color wp-block-heading\">ASCENSIONE DEL SIGNORE<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>At 1,1-11<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel primo racconto, o Teofilo, ho trattato di tutto quello che Ges\u00f9 fece e insegn\u00f2 dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Egli si mostr\u00f2 a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordin\u00f2 loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l\u2019adempimento della promessa del Padre, \u00abquella \u2013 disse \u2013 che voi avete udito da me: Giovanni battezz\u00f2 con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: \u00abSignore, \u00e8 questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?\u00bb. Ma egli rispose: \u00abNon spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scender\u00e0 su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samar\u00eca e fino ai confini della terra\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand\u2019ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: \u00abUomini di Galilea, perch\u00e9 state a guardare il cielo? Questo Ges\u00f9, che di mezzo a voi \u00e8 stato assunto in cielo, verr\u00e0 allo stesso modo in cui l\u2019avete visto andare in cielo\u00bb. Parola di Dio<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong><em>Salmo responsoriale Sal 46<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong><em>Ascende il Signore tra canti di gioia.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Popoli tutti, battete le mani!<br>Acclamate Dio con grida di gioia,<br>perch\u00e9 terribile \u00e8 il Signore, l\u2019Altissimo,<br>grande re su tutta la terra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Ascende Dio tra le acclamazioni,<br>il Signore al suono di tromba.<br>Cantate inni a Dio, cantate inni,<br>cantate inni al nostro re, cantate inni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 Dio \u00e8 re di tutta la terra,<br>cantate inni con arte.<br>Dio regna sulle genti,<br>Dio siede sul suo trono santo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>SECONDA LETTURA &#8211; Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini 4,1-13<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umilt\u00e0, dolcezza e magnanimit\u00e0, sopportandovi a vicenda nell\u2019amore, avendo a cuore di conservare l\u2019unit\u00e0 dello spirito per mezzo del vincolo della pace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un solo corpo e un solo spirito, come una sola \u00e8 la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che \u00e8 al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed \u00e8 presente in tutti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A ciascuno di noi, tuttavia, \u00e8 stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Per questo \u00e8 detto: \u00abAsceso in alto, ha portato con s\u00e9 prigionieri, ha distribuito doni agli uomini\u00bb. Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggi\u00f9 sulla terra? Colui che discese \u00e8 lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finch\u00e9 arriviamo tutti all\u2019unit\u00e0 della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all\u2019uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parola di Dio<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong><em>Vangelo&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/em><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Dal Vangelo secondo Mc.16,15-20<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quel tempo, [Ges\u00f9 apparve agli Undici] e disse loro: \u00abAndate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi creder\u00e0 e sar\u00e0 battezzato sar\u00e0 salvato, ma chi non creder\u00e0 sar\u00e0 condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno dem\u00f2ni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recher\u00e0 loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Signore Ges\u00f9, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parola del Signore<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong><em>Commento di padre Antonio Rungi<\/em><\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La solennit\u00e0 dell&#8217;Ascensione che oggi celebriamo \u00e8 un forte appello alla gioia del cuore, una gioia che sperimentiamo sulla terra e soprattutto a quella gioia che aspiriamo di raggiungere nella pienezza nel cielo, dove Cristo ci ha preceduto e ha preparato un posto per tutti, senza esclusione di nessuno. La liturgia della santa messa di oggi inizia proprio con la bellissima preghiera della colletta: &#8220;Esulti di santa gioia la tua Chiesa, o Padre, per il mistero che celebra in questa liturgia di lode, poich\u00e9 nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanit\u00e0 \u00e8 innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria&#8221;. La gioia che siamo chiamati a sperimentare \u00e8 di tutta la chiesa e di tutta l&#8217;umanit\u00e0, in quanto in Cristo asceso al cielo noi abbiamo la certezza, se seguiamo le sue orme ed il suo insegnamento, di raggiungerlo a conclusione dei nostri giorni terreni. Questa certezza assoluta ci spinge a comportarci in maniera degna della nostra vocazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed il salmo responsoriale di questa solennit\u00e0 ci invita nuovamente a vivere nella gioia e ad esultare per quanto oggi celebriamo: &#8220;Popoli tutti, battete le mani! Acclamate Dio con grida di gioia, perch\u00e9 terribile \u00e8 il Signore, l&#8217;Altissimo, grande re su tutta la terra. Ascende Dio tra le acclamazioni, il Signore al suono di tromba. Cantate inni a Dio, cantate inni, cantate inni al nostro re, cantate inni. Perch\u00e9 Dio \u00e8 re di tutta la terra, cantate inni con arte. Dio regna sulle genti, Dio siede sul suo trono santo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo quindi ad esultare di gioia tutti. Ma siamo persone gioiose, viviamo davvero nella gioia che ci viene dall&#8217;alto, dove Cristo si \u00e8 assiso alla destra del Padre, come ci ricorda il testo degli Atti degli Apostoli. Il mistero della fede nell&#8217;ascensione del Signore \u00e8 un mistero di tale profondit\u00e0, che solo chi ha vera fede pu\u00f2 aderirvi pienamente. Di fronte ad una cultura che guarda solo nell&#8217;orizzonte terreno, parlare di un destino eterno dell&#8217;uomo non \u00e8 facilmente accettabile e condivisibile. Per cui, convinti pi\u00f9 che mai che siamo persone fatte per l&#8217;eternit\u00e0, noi dobbiamo camminare verso il cielo con sempre maggiore consapevolezza che \u00e8 quella la nostra patria definitiva. Non possiamo avere tentennamenti o indecisioni, ma solo certezze e sicurezze di fede e di comportamenti rispondenti ai cercatori del cielo e non delle cose della terra. Ce lo rammenta con parole molto belle e semplici, l&#8217;Apostolo Paolo nel brano della sua lettera agli Efesini che oggi ascoltiamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I capisaldi della morale cristiana e dell&#8217;ascesi cristiana che ci indirizza all&#8217;eternit\u00e0 trovano in questo brano quelli pi\u00f9 di immediata lettura, interpretazione ed applicazione. Le virt\u00f9 fondamentali della vita morale stanno indicate in questo testo: umilt\u00e0, dolcezza, magnanimit\u00e0, sopportazione, amore, unit\u00e0 e pace. Sono virt\u00f9 che dobbiamo esercitare senza mezze misure. Il Paradiso lo si conquista con questi comportamenti morali che attingono la loro forza proprio dal mistero del Cristo morto, risorto ed asceso al cielo. Di queste verit\u00e0 di fede dobbiamo tutti farci portavoce, senza paura di fronte ad un mondo distratto da tante cose e che ha decretato, in molti ambienti, la morte di Dio, lasciando l&#8217;umanit\u00e0 nello smarrimento e nella confusione pi\u00f9 totale. Noi, che confermiamo ancora una volta oggi, la nostra fede nell&#8217;eternit\u00e0, vogliamo annunciare il vangelo della gioia con la stessa forza e lo stesso coraggio dei primi apostoli. Essi su mandato di Ges\u00f9 stesso, prima di ascendere al cielo, fecero esattamente quello che il Maestro e Signore chiese a loro. Infatti ci ricorda il brano del Vangelo di Marco che &#8220;essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Missionari della gioia nel mondo, come ci raccomanda Papa Francesco continuamente nel suo magistero, a partire dall&#8217;esortazione apostolica Evangeli gaudium alla quale dobbiamo ispirare, oggi, nel contesto della chiesa del XXI secolo l&#8217;azione evangelizzatrice in ogni angolo della terra, a partire dai nostri ambienti di vita e di missione. &#8220;Invito ogni cristiano -scrive Papa Francesco- in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Ges\u00f9 Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c&#8217;\u00e8 motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non \u00e8 per lui, perch\u00e9 \u00abnessuno \u00e8 escluso dalla gioia portata dal Signore\u00bb. Chi rischia, il Signore non lo delude, e quando qualcuno fa un piccolo passo verso Ges\u00f9, scopre che Lui gi\u00e0 aspettava il suo arrivo a braccia aperte. Questo \u00e8 il momento per dire a Ges\u00f9 Cristo: \u00abSignore, mi sono lasciato ingannare, in mille maniere sono fuggito dal tuo amore, per\u00f2 sono qui un&#8217;altra volta per rinnovare la mia alleanza con te. Ho bisogno di te. Riscattami di nuovo Signore, accettami ancora una volta fra le tue braccia redentrici\u00bb. Ci fa tanto bene tornare a Lui quando ci siamo perduti! Insisto ancora una volta: Dio non si stanca mai di perdonare, siamo noi che ci stanchiamo di chiedere la sua misericordia. Colui che ci ha invitato a perdonare \u00absettanta volte sette\u00bb (Mt 18,22) ci d\u00e0 l&#8217;esempio: Egli perdona settanta volte sette. Torna a caricarci sulle sue spalle una volta dopo l&#8217;altra. Nessuno potr\u00e0 toglierci la dignit\u00e0 che ci conferisce questo amore infinito e incrollabile. Egli ci permette di alzare la testa e ricominciare, con una tenerezza che mai ci delude e che sempre pu\u00f2 restituirci la gioia. Non fuggiamo dalla risurrezione di Ges\u00f9, non diamoci mai per vinti, accada quel che accada. Nulla possa pi\u00f9 della sua vita che ci spinge in avanti!&#8221;.<\/p>\n<\/div><\/details><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item\"><details><summary class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__title\">Pentecoste 23\/05\/2021<\/summary><div class=\"wp-block-coblocks-accordion-item__content\">\n<h2 class=\"has-text-align-center has-luminous-vivid-orange-color has-text-color wp-block-heading\">DOMENICA DI PENTECOSTE <\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em><strong><em><strong><em><strong>At.2,1-11<\/strong><\/em><\/strong><\/em><\/strong><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all&#8217;improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riemp\u00ec tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che \u00e8 sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radun\u00f2 e rimase turbata, perch\u00e9 ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di s\u00e9 per la meraviglia, dicevano: \u00abTutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti; abitanti della Mesopot\u00e0mia, della Giudea e della Cappad\u00f2cia, del Ponto e dell&#8217;Asia, della Frigia e della Panf\u00eclia, dell&#8217;Egitto e delle parti della Libia vicino a Cir\u00e8ne, Romani qui residenti, Giudei e pros\u00e9liti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><strong>Meditazione di Don Giuseppe De Virgilio<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>L\u2019evento della Pentecoste segna il compimento del progetto di Dio, secondo quanto Ges\u00f9 aveva preannunciato (cf. Lc 24; Gv.16). Fissiamo la nostra attenzione sul mistero dello Spirito Santo, potenza di Dio che opera nella nostra storia. Il prodigio della Pentecoste porta a compimento il Mistero Pasquale di Cristo: dopo la sua morte e risurrezione, Ges\u00f9 ascende al Cielo e invia lo Spirito di Santit\u00e0 e di amore affinch\u00e9 la Chiesa possa proseguire la sua missione. Dio compie le sue promesse e non ci abbandona nella vita: bisogna imparare ad aspettare e a vivere nel suo amore, in attesa che sia Lui il protagonista di ogni nostro progetto.<\/li><li>L\u2019effusione dello Spirito ricalca il modello delle teofanie dell\u2019Antico Testamento: un segno prodigioso dal Cielo, il vento, il fuoco, lo stupore: Dio dona liberamente lo Spirito a chi vuole per un progetto di vita. L\u2019azione dello Spirito pervade il cosmo, luogo e tempo, interiorit\u00e0 ed esteriorit\u00e0 del creato e dell\u2019uomo (cf. Pr 1,7): non possiamo sottrarci all\u2019azione di Dio e alla sua forza trasformante. La novit\u00e0 che bramiamo non proviene dal nostro buon impegno, ma dall\u2019iniziativa di Dio stesso che \u00abfa nuove tutte le cose\u00bb (Ap.21,5).<\/li><li>A partire dal dono dello Spirito Santo alla Chiesa, inizia un nuovo tempo che caratterizza l\u2019ultima fase della \u00abstoria della salvezza\u00bb, prima della venuta finale del Signore. La comunit\u00e0 cristiana \u00e8 investita di un mandato che non pu\u00f2 tradire: annunciare il Vangelo della salvezza fino agli estremi confini della terra. In continuit\u00e0 con le promesse dell\u2019Antico Testamento e la pienezza della rivelazione in Cristo crocifisso e risorto, la Chiesa esercita ora il suo mandato universale mediante l\u2019azione dello Spirito vivificante.<\/li><li>Dall\u2019evento della Pentecoste si pu\u00f2 comprendere come Dio abbia operato mediante il suo spirito nella vita dei grandi protagonisti biblici: da Abramo agli apostoli. Lo Spirito ha guidato Ges\u00f9 nel suo donarsi per la salvezza del mondo, ha sostenuto la Vergine Maria, ha ricolmato di forza i testimoni mandati da Dio (Giovanni Battista ecc.) e prosegue la sua opera nella comunit\u00e0 cristiana. La comunit\u00e0 \u00e8 una \u00abfamiglia carismatica\u00bb, che non deve \u00abspegnere lo Spirito\u00bb; al contrario, deve accoglierlo e lasciarsi guidare dall\u2019azione dello Spirito.<\/li><li>Nel giorno della Pentecoste gli apostoli \u00abescono dal Cenacolo\u00bb annunciando in ogni lingua le \u00abmeraviglie di Dio\u00bb. L\u2019azione missionaria dell\u2019evangelizzazione rappresenta la dinamica che la comunit\u00e0 \u00e8 chiamata a vivere d\u2019ora in poi. Ciascuna comunit\u00e0 illuminata e confortata dall\u2019azione dello Spirito Santo non pu\u00f2 che essere una \u00abcomunit\u00e0 carismatica e missionaria\u00bb. In particolare il dono ricevuto tocca la dimensione profetica della comunit\u00e0 cristiana: \u00abcominciarono a parlare in altre lingue\u00bb in piena libert\u00e0 e \u00ab<em>parresia<\/em>\u00bb (franchezza profetica).<\/li><li>In tal modo si porta a compimento la promessa auspicata da Mos\u00e8 (cf Nm 11,29) ed annunciata da Gioele (Gio.3,1-5): un giorno tutto il popolo diventer\u00e0 profeta e lo Spirito di Dio scender\u00e0 in ciascun credente. Tutti siamo chiamati a vivere nella forza attrattiva dello Spirito Santo, ciascuno secondo il dono ricevuto, al fine di edificare la Chiesa, tempio dello Spirito.<\/li><\/ul>\n<\/div><\/details><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito meditazioni sulle letture delle domeniche del tempo Pasquale<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_coblocks_attr":"","_coblocks_dimensions":"","_coblocks_responsive_height":"","_coblocks_accordion_ie_support":"","footnotes":""},"class_list":["post-1084","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasmbc.it\/SMBC\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1084","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasmbc.it\/SMBC\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasmbc.it\/SMBC\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasmbc.it\/SMBC\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasmbc.it\/SMBC\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1084"}],"version-history":[{"count":25,"href":"https:\/\/www.parrocchiasmbc.it\/SMBC\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1084\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1129,"href":"https:\/\/www.parrocchiasmbc.it\/SMBC\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/1084\/revisions\/1129"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasmbc.it\/SMBC\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1084"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}