Via Crucis

I e II stazione, 19 febbraio

Prima stazione

Gesù è condannato a morte

Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!”. Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora urlarono: “Sia crocifisso!”. Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso (Mt 27, 22-23. 26).


MEDITAZIONE (SANT’AGOSTINO)

Sei morto in Adamo, risorgi in Cristo: la morte temporale del tuo Signore ha ucciso la tua morte eterna. La morte per noi consiste nel non essere più ciò che si era. La Scrittura ci insegna che esiste una morte per la distruzione, ed esiste una morte per la ricostruzione. Gli uomini possono ricevere la sapienza e la vita se si accostano alla luce e al calore di Dio e possono perdere tutto, se per cattiva volontà si allontanano da Lui. Noi siamo come uno che vede da lontano la patria e c’è di mezzo il mare: egli vede dove andare, ma non ha come arrivarvi. Scorgiamo la meta da raggiungere, ma c’è di mezzo il mare di questo secolo, e molti non riescono nemmeno a vedere dove debbono andare. Dio, che ha voluto essere la nostra patria, ci è venuto incontro. E che ha fatto? Ci ha procurato il legno della Croce con cui attraversare il mare. Nessuno può attraversare il mare di questo secolo, se non è portato dalla Croce di Cristo. Come vorrei, o miei fratelli, incidervi nel cuore questa verità! Se volete vivere un cristianesimo autentico, aderite profondamente a Cristo, in ciò che egli è diventato per noi. Così potremo arrivare a Lui, in ciò che è, e che è sempre stato: la sua divinità è la patria dove andiamo, la sua umanità è la via che dobbiamo percorrere.


Preghiera di Sant’Agostino

Quanto ci amasti, Padre buono,
che non risparmiasti il tuo unico Figlio
consegnandolo agli empi per noi!
Quanto amasti noi, per i quali
Egli non giudicando una usurpazione
la sua uguaglianza con te,
si fece suddito fino a morire in croce,
ci rese, da servi, tuoi figli
nascendo da te e servendo a noi!
A ragione è salda la mia speranza in Lui
che guarirai tutte le mie debolezze.
Senza di lui dispererei.
Le mie debolezze sono molte e grandi,
ma più abbondante è la tua medicina.
(dalle Confessioni X, 43, 69)


Seconda stazione

Gesù è caricato della croce


Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: “Salve, re dei Giudei!”. E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo (Mt 27, 27-31).


MEDITAZIONE

Signore Gesù, eccoti tutto nelle mani degli uomini, che compiono su di te per schernirti anche le azioni più personali e private, come lo svestirsi e rivestirsi. Tu non hai più alcun potere su di te. Noi facciamo di te, con la nostra crudeltà, tutto ciò che vogliamo. Donaci, o Signore, di metterci nelle tue sante mani, affidandoci ad esse con piena fiducia. Noi ti abbiamo trattato male e tu ci tratti sovranamente bene. Fa’ che ci abbandoniamo a te totalmente. Signore Gesù, ora che ti vediamo fatto zimbello degli uomini, comprendiamo cosa vuol dire la croce e che cosa significa mettersela sulle spalle. Fa’ che ciascuno di noi porti la sua croce con pazienza e con amore, in comunione con il tuo faticoso carico verso il Calvario. Gesù, tu non fuggi dalla realtà: è il tuo andare verso il Calvario, verso la morte di croce. Tu ti sei immedesimato con le condizioni di sofferenza, di solitudine e di abbandono in cui entra il peccatore. Ti sei identificato con la solitudine di Giuda, che ti ha tradito. Signore della croce, rendici comunità di fede, nutriti dalla fede di tutta la Chiesa. Fa’ che facciamo della nostra vita un’adesione incondizionata del cuore alle croci che tu ci manderai. Donaci di essere sereni nelle afflizioni, pronti nella misericordia verso i vicini e i lontani.

(CARD. CARLO MARIA MARTINI)


Adoriamo la croce

Adorando insieme la croce,
segno della nostra salvezza,
chiediamo umilmente perdono per noi,
per le colpe di cui noi ci siamo macchiati,
chiediamo perdono anche a nome di tutti coloro
che non sono qui e non sanno chiedere perdono
al Signore per le loro colpe.
Essi non sanno di quanta gioia e di quanta pace
il loro cuore sarebbe pieno se sapessero farlo.
Chiediamo perdono a nome di tutta l’umanità,
del tanto male commesso dall’uomo contro l’uomo
contro il Figlio di Dio, contro il salvatore Gesù,
contro il profeta che portava parole di amore.
E mettiamo la nostra vita nelle mani del crocifisso
perché egli, redentore buono, redima e salvi
il nostro mondo, redima e salvi la nostra vita
con il conforto del suo perdono.

Carlo Maria Martini

III e IV stazione, 26 febbraio